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RIFORMA CORTE DEI CONTI: APPELLO AI PRESIDENTI DEL SENATO E DELLA CAMERA

Data:
21 Marzo 2025

RIFORMA CORTE DEI CONTI: APPELLO AI PRESIDENTI DEL SENATO E DELLA CAMERA

“La riforma rischia di cancellare un presidio fondamentale di controllo sull’utilizzo dei fondi pubblici. Chiediamo che il Parlamento ascolti le nostre richieste”

Un appello ai Presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati affinché la riforma della Corte dei conti proceda con un percorso condiviso e assicuri sempre di più un efficace controllo su come vengono spesi i soldi dei cittadini. È il messaggio centrale della conferenza stampa che l’Associazione Magistrati della Corte dei conti ha tenuto venerdì 21 marzo a Roma, nella sede dell’Associazione.

Ci saremmo aspettati un maggiore ascolto delle nostre richieste, come ci era stato assicurato all’inizio dell’iter parlamentare della Pdl Foti – ha detto la Presidente dell’associazione Paola Briguori – e invece non c’è stato un vero ascolto. Per questo, abbiamo indirizzato un appello al Presidente del Senato e al Presidente della Camera chiedendo che la riforma, attualmente in discussione alle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali, non cancelli il ruolo della magistratura contabile quale garante imparziale della corretta gestione delle risorse pubbliche. Riprendo proprio le parole che il Capo dello Stato aveva pronunciato pochi mesi fa”.

Il paradosso – hanno sottolineato i magistrati contabili – è che una riforma che a parole vorrebbe aumentare il rendimento e la produttività della Corte, porti invece a un depotenziamento dei controlli sull’equilibrio finanziario dello Stato e degli enti territoriali, secondo i principi di legalità, efficienza ed economicità.

Sono numerose – secondo l’Associazione – le criticità nel testo della riforma, così come si sta delineando dopo i primi voti sugli emendamenti in Commissione: la quantificazione del danno erariale addebitabile; l’indeterminatezza nella scriminante dell’atto vistato; la previsione della legge delega senza una commissione deputata allo studio e redazione delle norme; l’organizzazione della Corte che prevede l’esercizio unitario delle funzioni; la gerarchizzazione delle procure rispetto alla procura generale; la definizione del danno risarcibile.

In particolare, in merito agli uffici requirenti della Corte dei conti, i magistrati contabili sostengono che “la delega attribuisce penetranti poteri di avocazione in capo al Procuratore Generale, elimina le figure di vertice dalle Procure Regionali, affida alla Procura Generale poteri di ingerenza nella gestione delle indagini: tutto questo intollerabilmente compromette l’autonomia e l’efficienza della magistratura requirente. Le Procure Regionali, nell’interesse delle medesime amministrazioni presenti sul territorio,  non posso essere ridotte a involucri vuoti ma devono continuare ad essere veri presidi di legalità sul territorio, efficaci e tempestivi nella repressione – ma anche nella prevenzione – del danno erariale nonché sul crinale dell’effetto conformativo”.

“Il senso del nostro appello ai presidenti di Senato e Camera è proprio questo: serve una riforma ponderata, meglio se con legge delega a tutto tondo, e con una commissione di studio in cui è previsto l’apporto dell’Accademia e dell’Avvocatura, oltre che della medesima Magistratura. Tutto questo può portare veramente ad una riforma di portata storica, non solo condivisa ma anche organica, che resti a sistema per anni e che soprattutto renda migliore l’offerta di giustizia contabile per i cittadiniconclude la presidente Briguori.

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Ultimo aggiornamento

21 Marzo 2025, 16:38